Trenta anni, di Vestone (Brescia), il Maggiore Cargnoni è in servizio all'84° Centro CSAR di Brindisi, quale Pilota capo equipaggio, su elicottero HH3F, da maggio 2003. In Aeronautica dal 1997 (Corso Urano IV - Accademia Aeronautica), ha al suo attivo 1200 ore di volo. Ha partecipato alla missione umanitaria in Iraq.
Alcune ultime significative missioni SAR a cui ha partecipato
   
Soccorso e trasporto notturno, per imminente pericolo di vita, di un uomo da Tirana (Albania) a Bari
Soccorso e trasporto di una anziana connazionale da Cefalonia (Grecia) al Policlinico di Bari
Soccorso,
per I.P.V. di un pescatore, nel mar adriatico e trasporto all'ospedale di San Giovanni Rotondo
Soccorso all'equipaggio di una nave mercantile turca nel golfo di Napoli
Soccorso e trasporto notturno, per imminente pericolo di vita, di un uomo da Ponza all'ospedale di Latina
Soccorso e trasporto, per imminente pericolo di vita, di un uomo da Polistena (RC) all'ospedale di Cosenza
Trasporto, per imminente pericolo di vita, di una giovane donna da Barletta all'ospedale di Lecce
Soccorso notturno per un incendio di vaste proporzioni nelle campagne brindisine
Ricerca e soccorso notturno di una giovane donna scomparsa in mare nella zona a sud di Bari
Trasporto, per imminente pericolo di vita di una neonata da Taranto all'ospedale Cardarelli di Napoli.



28 marzo 2009

Il giorno che sei morto… Bè, il giorno che sei volato via, ho picchiato chi mi ha portato la notizia.
Ho sbattuto la testa contro muri e porte, ho saputo impazzire
Mi sono scorticato la pelle della faccia dalle lacrime e dalla disperazione.
Ho provato quello che non augurerei nemmeno alla peggiore persona di questo mondo.
E mentre ero a terra preda delle convulsioni, l’unica cosa che mi ricordo è l’abbraccio di papà, il suo volto straziato dalle lacrime e il suo grido soffocato “Nicola, almeno tu…”

Mi sono rialzato, come quella canzone di Bruce che ti piace tanto… “c’mon up for the rising”

Da quella sera non ho più pianto, da quella sera non ho creduto più a nulla. Da quella sera non mi sono più lasciato rapire dalle emozioni.
Ho preso per mano mamma e papà, ho sempre ingoiato i conati di dolore, ho ricacciato indietro le lacrime e ho sempre agito chiedendomi “ora Michele cosa mi direbbe di fare?”

Ho un angelo, ora, uno vero

Ricordo quando mamma mi disse che il mio angelo custode si chiama Nimi.
L’acronimo di Nicola e Michele
Bè, oggi quell’angelo ce l’ho per davvero.

Ho fatto tanto per mamma e papà, mi son sempre dimostrato forte
Goliardico
Irrobustito e temprato dalle lance che mi hanno trafitto la corazza
Ho preso in mano la situazione e non ho mollato mai.
Poi ho cercato di dare un senso alla mia vita

Bè, Michele, domenica scorsa, davanti a quella macchia di cenere nera, ho scoperto di essere un piccolo uomo.
Ho ceduto, ho versato le lacrime che non piangevo da mesi, e… bè, mi son sentito libero
Libero da me stesso, dal male, da ogni peso.
Ho tirato avanti la carretta, ma ora è il momento di sfogarmi e voltare pagina.
Sto piangendo anche ora, mentre ti scrivo. Lo faccio ascoltando le mie canzoni preferite, lasciandomi trasportare, senza vergogna, fa niente se i miei occhi saranno rossi per tutto il giorno.
Domenica ho pianto, in quella radura francese, e sono stato male per i due giorni seguenti.
Ma mi stai mandando dei segnali, mi hai insegnato a credere al destino, alle coincidenze.
Proprio nel momento in cui ho deciso “basta, ora cerco un lavoro e chiudo l’attività” due ore dopo mi è arrivata la telefonata che mi ha cambiato la vita
“Nicola, puoi venire che dobbiamo parlare?”
Michele, grazie…

Ed eccomi qua, all’alba del mio nuovo presente. Ho trovato un bel lavoro, in un bel ristorante vicino casa. Proprio come avresti voluto tu. Da oggi mamma e papà potranno ritornare a vivere una vita tranquilla, godersi la casa, i week end, le cene, gli amici e i parenti. Potranno godersi l’un l’altro, e vivere finalmente di tranquillità. Chi più di loro se la merita?
Sono le 14 e tra poco andrò ad aprire il Cadillac per l’ultima volta; mi ricorderò di te, di quando venivi a mangiare a scrocco e di quando invece mi pagavi il doppio del dovuto.
Sei sempre stato così, hai sempre fatto il contrario di quello che ti chiedevo. Siamo diametralmente opposti, e ti ho sempre AMATO smodatamente per quello.
Ora ti custodisco
E custodisco quanto ho vissuto in questi 4 anni: gioie, dolori, amori, passioni, delusioni.
Sarà una grande serata, dedicata a te
Sarà un gran giorno, e io sarò lì. Noi saremo lì
Saremo lì tutti. Federica non potrà esserci, ma potrei scommetterci che sarà lì anche lei.
Perché anche TU sarai lì, a cantare le tue canzoni preferite, a urlare, a festeggiare e ad accompagnare i nostri sorrisi
Perché tu mi aiuterai ad avere il coraggio e la costanza che ho avuto in questi mesi.
Perché tu farai in modo che papà non debba più piangere e chiedermi aiuto, perché questo non potrei più reggerlo.
Perché tu mi aiuterai a non piangere, quando l’ultimo giro di chiave chiuderà per sempre quella porta.
Questa giornata è per te, queste lacrime sono FINALMENTE tutte tue, queste preghiere sono per te.
Sarà l’ultima del Cadillac, e lo sanno in pochi. In pochissimi. 2, al massimo 3…
Oggi i miei sogni si infrangono? No. Finiscono? No
Oggi i miei sogno si trasformano e cambiano. Ed inseguono altri sogni, altre albe, altri tramonti.

Aiutami, Michele, aiutami ad affrontare questa vita, aiutami a non essere così sensibilmente esposto ai sentimenti, aiutami a guardare avanti con coraggio, aiutami a prendere per mano papà quando lo vedo giù, aiutami a farmi asciugare le lacrime di mamma quando a volte, la sera, la sento piangere nel letto.
Aiutami a non farmi trascinare in questo vortice infinito, in questo buco nero come la pece.
Aiutami a trovare l’amore, ad essere felice e a non avere rimpianti.
Aiutami ad avere sempre la FORZA di fare quello che vorrei.
Fa in modo che io abbia SEMPRE questo spirito, questa spinta, questa voglia di andare avanti.
Fa che le mie lacrime oggi servano ad una felicità di domani.
Prendimi per mano e aiutami. E aspettami, un giorno io mamma e papà potremo ringraziarti con un abbraccio.
Un abbraccio vero.

“Sempre muovendosi avanti e mai guardando indietro”

Hai mai visto un uomo con un braccio solo prender a pugni nient’altro che la brezza?
Se hai mai visto quell’uomo allora hai visto me

Allora hai visto me, arrivo e mi fermo ad ogni porta
Allora hai visto me, me ne sono sempre andato con meno di quel che avevo prima
Allora hai visto me, ma posso farti ridere quando il sangue tocca il tappeto
Dimmi, amico, si può chiedere qualcosa di più?
Dimmi si può chiedere qualcosa di più?

Hai mai visto un uomo con una gamba sola cercare di danzare per la sua strada libero?
Se hai mai visto quell’uomo con una gamba sola allora hai visto me
(The wrestler – B. Springsteen)



Caro Amore mio Michele,
in cielo e sulla terra hai realizzato il tuo sogno: quello di volare! Adesso ti libri nei cieli infiniti e ci piace pensare che in questo momento, sorvolando la tua patria, tu ci stia guardando e proteggendo. Sei stato e sarai sempre il mio Angelo.
Hai dimostrato in tutte le situazioni con il tuo coraggio, la tua discrezione, la tua competenza, il tuo spirito di dedizione di essere un vero EROE DEL CIELO.
Quando gli eventi incombevano e vite umane erano in pericolo, eri sempre pronto a prendere il volo. Nulla ti spaventava, né il mare in burrasca né le piogge insidiose né le umide notti autunnali, come quella di qualche giorno fa in cui sei finalmente tornato da noi.
Io ho conosciuto l’attività dell’84° Centro S.A.R. di Brindisi tramite te. Amavi il tuo lavoro e facevi del tuo meglio per portare a compimento le missioni che ti venivano di volta in volta affidate. Dicevi sempre di ritenerti fortunato nel poter dedicare ogni giorno a solcare gli spazi della volta celeste.
Le tue fatiche quotidiane venivano annullate dall’emozione che ti dava la vicinanza alle nuvole.
Grazie, Michele, per avermi insegnato l’AMORE ed il CORAGGIO.
Grazie infinite, ancora, per avere incrociato la nostra strada con il tuo sorriso, l’affetto che riversavi su tutti, il tuo instancabile dinamismo, lo splendido esempio di amore verso il prossimo. No! Ne sono convinta, non sei caduto, perché non hai mai smesso di volare! TI AMO!
Buon viaggio Michele e prenditi cura di tutti noi. Federica Inguscio


Ciao Michele,

Non ti chiedo come stai, perché sono sicuro che lassù, oltre alle nuvole, stai sicuramente bene, felice, libero dal dolore che ora sta attanagliando le nostre anime.
Vedi... Un carissimo amico mi ha detto che in qualche maniera, da qualche parte, ci sarà una ricompensa, un riscatto, una speranza che oggi ci sembra essere svanita. Ebbene... Di cosa possiamo vivere se non di speranze e di attese per un premio che non sappiamo se ci sarà mai dato? “UN SOGNO CHE NON SI AVVERA, E’ UNA BUGIA?” Michele...tu avevi un sogno e hai avuto la forza, la determinazione e il coraggio per realizzarlo… Poi quel sogno ti ha portato via, trascinando anche noi in un vortice di dolore feroce. Il giorno che sei morto, mamma ha ringraziato Dio perché, in ogni caso, le ha regalato un figlio splendido, che ora però non c’è più… Io, quel Dio, l’ho bestemmiato, insultato e maledetto. L’ho fatto con la stessa veemenza, la stessa viltà e la stessa terribile codardia di chi vuole trovare in Dio un capro espiatorio. Sono stato vigliacco e debole nel momento in cui mamma e papà avevano più bisogno di me... Poi ho aperto gli occhi, mi sono reso conto che tu mi avresti voluto forte, e ho capito che se Dio ti ha chiamato con sé, a soli trent’anni, beh allora significa che davvero sei speciale. Ora mi basta ricordarti bello, sorridente, sempre pronto alla battuta e sempre pronto a telefonarmi ogni volta che la tua Inter vinceva, sempre pronto a prendermi in giro… Ora però ho finito le lacrime, Michele, ho finito la forza di lottare. E mi sembra pure di avere finito le speranze… Ma non ho finito la voglia di crederci. E così la speranza e la voglia di combattere risorgono, come arabe fenici, dalle ceneri dei nostri cuori sventrati. Godrò dello scorrere del tempo, godrò di questa fortuna che chiamiamo VITA. Pregherò e mi impegnerò per far sì che la tua anima possa essere sempre parte integrante della nostra casa… Mi rivolgerò a te, sicuro che ci sarai, sempre; continuerò a tenere il tuo numero di telefono e il tuo indirizzo sulla mia rubrica; continuerò a mandarti cartoline e a raccontarti dei luoghi che visiterò. Continuerò a VIVERE, e lo farò ogni giorno cercandoti di renderti partecipe delle gioie e dei dolori. Vorrei poter riempire cento e cento pagine di questa carta straccia, vorrei che questa lettera potesse diventare eterna, mentre è così infinitamente piccola di fronte all’immensità dell’amore che noi abbiamo nei tuoi confronti. Mi sarebbe piaciuto avere il tempo di dirti quanto ti ho amato e quanto ancora ti amiamo io, mamma e papà. Ma ho sempre rimandato, nella vana e stupida illusione che avrei sempre avuto altre occasioni per farlo. Ma in questa assurda, folle, fredda notte che separa questi odiosi giorni di fine ottobre, l’unica cosa che riesco a fare tra tutti i miei VORREI, è salutarti con tutto l’amore di cui dispongo… Una delle mie canzoni preferite finisce così: LE STELLE SPLENDONO COME UN MISTERO SVELATO E CONTINUERO’ IL MIO VIAGGIO ATTRAVERSO L’OSCURITA’ CON TE NEL MIO CUORE, MIO FRATELLO DI SANGUE.
Bene... Arrivederci Michele, perché in questo enorme disegno divino, le nostre vite non sono altro che i puntini di un’infinita matita. Arrivederci... Sii sempre con noi. Non preoccuparti per me, ma prenditi cura di mamma e papà, con la consapevolezza che hai avuto i migliori genitori che un figlio possa desiderare. Così come loro hanno avuto un figlio splendido e unico.
E’ il 28 ottobre. E’ il compleanno di mamma. Stamattina nel silenzio del mio dolore ho sentito un telefono suonare. Eri tu. In mezzo alle nuvole. E stavi usando il telefono del cielo per fare gli auguri a mamma. Grazie anche di questo. Nicola, Mamma e Papà.

Questa è la lettera
con cui io, i miei genitori e Federica vogliamo e dobbiamo ringraziare quanti ci sono stati vicini. Premetto: la gente da ringraziare è così tanta, che francamente ho il dubbio che tralascerò qualcuno.. in tal caso me ne scuso, comunque chiunque ci ha aiutati in questi tragici giorni SA che avrà la nostra eterna riconoscenza. Ringraziamo tutti coloro che hanno fatto arrivare a casa mia dei fiori: in tutto ne sono arrivati più di 50 tra cesti, corone, mazzi... Ringraziamo chi ci ha scritto e chi ci ha telefonato esprimendo il proprio cordoglio; basti pensare che per ringraziare tutti, avremo bisogno di circa 400 biglietti listati a lutto. I numeri non li dico per presunzione, ma per rendere l'idea di cosa sia stato il lutto intorno a noi.

Ringraziamo gli organi di stampa locali per la delicatezza, il rispetto e il modo con cui si sono avvicinati a noi e alla storia di Michele. Ringraziamo il Sesto stormo di Ghedi, rappresentato dal Colonnello Colagrande e dal Capitano Cionfrini, che oltre ad aver avuto il gravoso compito di avvisarci del tragico evento, sono sempre stati presenti come supporto morale e materiale, insieme al Tenente Colonnello Losio. Ringraziamo i vicini di casa di Michele a Brindisi: hanno scritto una lettera su questo sito, ci han mandato fiori, sono venuti a trovare Michele nell'hangar dell'Aeroporto che era stato allestito per celebrare i funerali... E quando sono andato a casa di Michele per recuperare la sua divisa, alle 6 di mattina di quel triste 26 ottobre, ho trovato un cartello che loro avevano preparato per salutare Michele.

Io, Nicola, ringrazio gli amici, quelli veri, quelli che in questi giorni mi hanno dimostrato cosa è l'AMICIZIA. Ringraziamo quelle persone che hanno fatto un gesto di umiltà ENORME, entrando in casa nostra per salutare Michele per l'ultima volta. Ringraziamo tutti i Sindaci presenti al funerale, a riprova dell’affetto che tutta la valle provava nei confronti di Michele.
Ringraziamo il Sindaco di Vestone, Emanuele Corli, per le belle parole spese nei confronti di Michele e della nostra famiglia.

Ringraziamo il Vescovo, don Paolo, don Dino e tutti i Sacerdoti e Cappellani militari che si sono avvicendati ai funerali di Stato e ai funerali a Vestone. Ringraziamo tutte le associazioni militari che han preso parte ai funerali di Michele, dimostrando che la nostra bandiera unisce tutte le divise. Ringraziamo i vicini di casa della via Nespoli, che in tutte queste sere accendevano file e file di lumini a bordo strada, vegliando sulla nostra casa, illuminando la via e facendola sembrare una pista di atterraggio. Ringraziamo tutti i colleghi di Michele che con lui hanno condiviso gli anni del corso Urano IV all’Accademia Aeronautica.

Ringraziamo tutte le associazioni dell’Arma Aeronautica e tutti i colleghi di Michele, nessuno escluso. Ringraziamo Ernesto, Daniele, Mirco, Andrea, Corrado… e tutti quelli che ora sicuramente dimentico e che con Michele hanno condiviso i duri anni di Accademia, creando con lui un bel rapporto di amicizia. Ringraziamo Nadia con Walter, per essere stati con noi sempre, per averci aiutati e per aver contribuito a far sì che tutto andasse bene in questi giorni, a volte anche trascurando il lavoro. Ringraziamo i cugini Marco, Pietro, Silvia con Amilcare, Federica, Sergio, Alessandro, Antonella con Francesco, Fabrizio; gli zii Candido con Tiziana, Gianni con Marta, Elsa e Gianmaria con Anna per l'affetto, l'enorme aiuto, la perenne presenza in casa nostra e per le notti passate a vegliare su noi e su mio fratello Michele. Ringraziamo lo zio Eugenio e il cugino Massimo per l'enorme disponibilità ad essersi sobbarcati il viaggio in Francia a sbrigare le pratiche burocratiche per il rientro del nostro amato Michele.

Ringraziamo tutti i colleghi di Michele, il comandante Maggiore Andrea Palermo e tutti coloro che formano il 84° centro SAR di Brindisi, seconda casa e seconda famiglia di Michele. Ragazzi: ho visto tante volte Michele, finire la licenza per dover ritornare in Accademia, piuttosto che a Latina, piuttosto che a Galatina. Lasciava casa sempre volentieri, ma con un'ombra di malinconia. Da quando stava a Brindisi, partire da questa casa non gli pesava. Perchè andava in quella che era una casa altrettanto accogliente: il vostro amato Gruppo. Ringraziamo la famiglia di Federica che si è unita in maniera profonda al nostro cordoglio

Ringraziamo Rino e Wanda, preziosi in questi giorni, splendidi genitori di un caro Amico.
Ringraziamo Marcello ed Anna, “genitori” di Michele in quell'Aeroporto pugliese, che facevano tutto per far sentire Michele a casa. Ringraziamo Davide, ottimo collega... e splendido amico di Michele; grazie Davide, per quanto hai fatto e quanto ancora stai facendo per noi.

Ringraziamo Michele, per essere esistito, per averci amato da vivo e per averci fatto amare da morto. Michele: tu non potrai mai renderti conto di cosa hai fatto. Non potrai mai renderti conto della quantità di Gente e di Amore che si è mossa per venirti a salutare a casa, in Chiesa e al Cimitero. Sei stato splendido. Quanto abbiamo vissuto in questi giorni ce lo ha dimostrato. Nicola, Mamma, Papā e Federica.


Ciao Michele, ascolto Venditti e, guardando le foto in cui sei insieme a Marco, proietto tutto quello che è accaduto su di me, sulla mia famiglia sui miei cari e sui miei amici. Cosa sarebbe cambiato se questa tragedia avesse coinvolto me e altre persone? Avreste pianto ancora oggi come faccio io? Mi piace pensarlo ma, non ve lo augurerei. Si soffre, si soffre tanto anche se le apparenze sono diverse. Tutti, ora, fanno a gara ad intraprendere iniziative.......servissero a farmi rivivere per qualche attimo ancora il tuo sorriso a trentadue denti, raggiungerei a piedi qualsiasi destinazione. Quasi dimenticavo, la tua super Inter è sempre più vincente. Dai un bacio a tutti gli altri ragazzi.


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